Quante volte ti sei sentita liquidare con un'alzata di spalle?
"È cellulite, signora."
"Deve solo mangiare meno e muoversi."
"Sono le gambe della mamma, ci si convive."
E intanto tu sai benissimo che c'è qualcosa che non torna, perché quel dolore alle gambe quando te le tocchi non se lo inventano quelli a cui basta "mangiare meno".
Ecco, oggi voglio scrivere qui per darti uno strumento concreto e pratico, per iniziare a capire se dietro le tue gambe c'è un vero lipedema.
Si chiama test del dolore, lo fai in due minuti, e nessuno te l'ha mai insegnato perché era più comodo darti della pigra.
Guida alla procedura del test di autovalutazione (pressione e dolore al tatto gambe)
Ti servono solo le tue mani e un minuto di attenzione. Mettiti comoda e prova, con calma:
- Premi con il pollice sulla coscia o sul polpaccio, con una pressione media, e nota cosa senti.
- Pizzica delicatamente una porzione di tessuto tra pollice e indice, e ascolta di nuovo.
- Confronta con un'altra zona, per esempio l'avambraccio, fatta con la stessa identica forza.
Quello che cerchi è la differenza nel dolore al tatto tra le gambe e il resto del corpo.
Un tessuto sano, premuto così, dà al massimo un po' di fastidio.. mentre le gambe colpite dal lipedema spesso fanno male sul serio, in modo sproporzionato rispetto alla pressione leggera che stai usando.
Interpretazione dei risultati: capire la differenza tra semplice grasso e iperalgesia
Leggiamo insieme cosa significa, perché qui crolla la favoletta della cellulite.
Il grasso "normale" non fa male: lo premi e lo pizzichi senza problemi. Il grasso del lipedema è infiammato, e questa infiammazione rende il tessuto ipersensibile.
In medicina si chiama "iperalgesia", ma a te basta sapere questo: se toccarti le gambe ti fa male più di quanto sia normale, quel dolore è un dato di fatto, non un'esagerazione della tua testa come ti hanno fatto credere.
E se a questo aggiungi i lividi che spuntano senza urti, le gambe pesanti la sera e quella sproporzione tra la parte alta snella e le gambe voluminose, beh..
il quadro smette di essere "un po' di cellulite" e diventa qualcosa di molto più preciso. Qualcosa che meritava una risposta seria anni fa, e che va trattato in modo estremamente specifico, senza generalizzare o svalutare la questione.
Leggi anche: Lipedema vs Cellulite: la guida alla diagnosi
Sintomi del lipedema e azioni concrete da compiere subito dopo il test
Mettiamo che il test ti abbia aperto gli occhi, e che parecchi di questi sintomi siano i tuoi.
Cosa fai adesso? Prima di tutto, una cosa che NON devi fare: buttarti sull'ennesimo rimedio fai-da-te.
La crema snellente, la tisana drenante, la dieta drastica copiata da internet sono tutte cose che, nel migliore dei casi, ti regalano due ore di illusione e ti svuotano il portafoglio. Sono palliativi, e tu - probabilmente - di palliativi ne hai già collezionati abbastanza.
La mossa intelligente è un'altra: capire se quello che senti è davvero uno stato infiammatorio da lipedema, e soprattutto se sei in una fase iniziale, perché è lì che il margine per far regredire i sintomi è più ampio. Questo non lo scopri con un test su un blog, né con l'ennesimo prodotto miracoloso.
Lo capiamo insieme con l'Analisi Lipedemica su nicolobartolacelli.com/contattaci.
In pratica, valutiamo quanto è acceso il tuo stato infiammatorio, se c'è margine di lavoro sui tessuti e se sei realmente pronta ad ottimizzare abitudini e stile di vita per
Quel dolore che ti porti dietro da anni merita finalmente qualcuno che lo prenda sul serio, e non un'altra alzata di spalle.
