Lo sapevi?
In media passano anni, a volte più di dieci, prima che una donna con lipedema si senta finalmente dire che cos'ha davvero.
Anni in cui le viene ripetuto, in mille modi, la stessa cosa: che deve solo mangiare meno e muoversi di più.
Anni di diete fallite vissute come colpe personali, quando il problema era un altro e non era mai stato nominato.
Beh, se questa è anche la tua storia, c'è una verità scomoda che meriti di sentire, e che spiega anche chi diagnostica il lipedema davvero e perché ci mette così tanto.
Mettiamo subito un paletto, perché non voglio darti l'idea sbagliata: non sto dicendo che i medici siano incompetenti o nemici. Molti specialisti bravi esistono, e il confronto con un professionista resta fondamentale. Il problema non sono le singole persone, è un sistema che sul lipedema arriva tardi e male.
Perché la medicina tradizionale fallisce trattando il grasso ormonale come obesità
Ecco il cuore dell'errore. Il lipedema è un grasso ormonale, patologico e infiammato, che si comporta in modo diverso dal grasso normale.
Ma se chi ti visita non lo conosce a fondo, vede solo "gambe grosse" e applica l'unico schema che ha: “sei in sovrappeso, quindi mangia meno e muoviti”, oppure il classico “fai nuoto e segui una dieta chetogenica”…
ovvero l’esatto opposto di quello che una donna con Lipedema che vuole un miglioramento sia a breve che a lungo termine - e non solo momentaneo - dovrebbe fare.
E così parte la giostra che conosci. Tu segui la dieta, dimagrisci magari in viso e sulla pancia, e le gambe restano identiche. Conclusione del protocollo standard? "Non ti stai impegnando abbastanza." Una sentenza ingiusta, basata su una diagnosi mancata.
Il punto è che trattare il lipedema come semplice obesità è come curare una polmonite con uno sciroppo per la tosse. Stai usando lo strumento sbagliato, e poi dai la colpa al paziente quando non funziona.
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Oltre l'errore di diagnosi: le gravi lacune delle cure convenzionali standard
Diciamo che hai avuto fortuna e qualcuno ti ha finalmente nominato la parola "lipedema". Spesso sono specialisti come angiologi, flebologi o esperti del sistema linfatico ad arrivarci, perché guardano la circolazione e i tessuti, non solo la bilancia.
Bene (quasi un miracolo oserei dire).
Ma anche dopo la diagnosi, troppe donne si sentono dire una cosa che le lascia di sasso: "purtroppo è cronico, ci si convive, non c’è nulla che tu possa fare, al massimo un po' di nuoto, camminate o una dieta chetogenica”.
Vero a metà, e proprio quel "ci si convive" detto come una resa è una delle lacune più gravi. Perché cronico non vuol dire immobile. Tra il "ti operiamo" e il "rassegnati" c'è un'enorme terra di mezzo, quella del cosa fare ogni giorno, in concreto, con alimentazione e movimento, per far regredire i sintomi. Ed è proprio quella terra di mezzo che il protocollo standard lascia quasi sempre scoperta.
Il potere dell'azione sistemica autonoma: riprendere il controllo del corpo
Qui c'è la parte che ti restituisce un po' di potere, ed è il motivo per cui questa "verità scomoda" in realtà è una buona notizia.
Una grossa fetta di ciò che fa la differenza sul lipedema non sta in una sala operatoria, sta nelle Tue mani: in quello che mangi, in come ti muovi, in come gestisci stress e riposo.
Questo non significa fare da sola, copiando consigli a caso da internet, che è solo un altro modo per girare a vuoto…
Ma significa avere una strategia specifica e iniziare ad agire sulla causa (l’infiammazione cronica), smettendo di aspettare che qualcuno ti dia il permesso di stare meglio.
Se vuoi capire da dove partire nel tuo caso, e se c'è margine per far regredire i sintomi, il primo passo è l'Analisi Lipedemica su nicolobartolacelli.com/contattaci: valutiamo il tuo stato infiammatorio, lo spazio di lavoro reale e se sei idonea al percorso e a regredire il tuo Lipedema.
